Storia

Intorno al 1300 a seguito della congiura dei Pazzi contro Lorenzo il Magnifico, un ramo della famiglia, i Cinughi, allontanatisi da Firenze si stabilì nella Contea della Berardenga dove trovarono una struttura socio economica già ben delineata. La loro vicinanza al Papato ne favorì l’insediamento nell’area e ne determinò la crescita e lo sviluppo. La famiglia ebbe due sedi strutturalmente collegate: Montegiachi e Curina.

"...Curina in Val d’Arbia, Villa signorile della Casa Cinughi di Siena nel popolo della Pieve di Pacina, uno dei 38 comunelli di Castelnuovo, nella diocesi di Arezzo, a 9 miglia da Siena. Ha una cappella con belli affreschi di Arcangelo Salimbeni"

 

La villa risale al XVI secolo e fu trasformata nel corso del Settecento, precisamente  tra il 1776 e il 1780. Assunse così il tipico aspetto delle costruzioni del XVIII secolo, a pianta rettangolare con base a scarpata e con sviluppo su tre piani coperti con un tetto a padiglione, come possiamo ammirarla ancora oggi.  A tale data risale anche il bellissimo giardino all’italiana situato di fronte all’ingresso della villa, piccolo gioiello architettonico.
A poca distanza dalla villa la piccola Cappella di San Liberato, anch’essa del XVI secolo, affrescata da Arcangelo Salimbeni nel 1573, data che compare nella parete interna dell’archivolto.

Gli affreschi al suo interno costituiscono un evento artistico di tutto rispetto per la quantità e l’importanza dei temi trattati. Per tale motivo l’oratorio di Curina viene definito  la piccola “Cappella Sistina del Chianti”.

Nell’imposta della volta sopra l’altare appare il Cristo giudicante circondato dagli Angeli mentre sugli altri tre lati sono rappresentati, nell’ordine, l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso (di quest’ultimo rimangono però solo poche tracce). Una cornice di stucco formata da un ricorso di testine di angeli delimita una superficie dipinta nella quale sono rappresentate, in una serie di riquadri di piccole dimensioni,  scene del Vecchio e scene del Nuovo Testamento.